"Sono sordo ma la tecnologia è mia alleata. La pandemia dimostra che siamo tutti potenzialmente disabili"


La storia della formazione permanente Fabio Bosatelli, 30enne bergamasco trapiantato a Roma, l'ha presa alla lettera. Due lauree, Ingegneria ed Economia. Poi il lavoro all'Enel Green Power, dove tuttora si occupa di sviluppo delle tecnologie robotizzate. Infine - lo ha conseguito ieri - un master in Business administration alla Luiss di Roma. "E non ho intenzione di smettere - dice dallo spioncino di Teams - . Magari ne farò uno all'estero, qualcosa che offra piattaforme all'avanguardia", precisa mostrando la trascrizione in tempo reale delle nostre parole sul suo iPhone. Perché il plurilaureato Fabio è sordo profondo. Dalla nascita. Grazie all'amore della famiglia e ai logopedisti ha imparato a parlare in modo quasi normale, ma le piccole protesi auditive non bastano a trasformare il rumore che ascolta in una vera e propria sintassi. Così legge il labiale e a ciò che sfugge ci pensa il translate digitale. Alla faccia delle lamentele. "La tecnologia è la mia migliore alleata:dieci anni fa non sarei riuscito a fare quello che ho fatto. Non dico che sia semplice. Adesso per esempio siamo in due a parlare, ma il bello viene quando mi ritrovo in call con altre cinque persone, magari uno dall'Australia e un'altra dalla Germania, con me che impazzisco da un traduttore all'altro". Ma sono gente dura i bergamaschi. E i clamorosi risultati di Fabio sono lì a ricordarci che davanti alle difficoltà volere può davvero essere potere. Almeno un po'.

 

Fonte: La Repubblica Online

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