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Sintomi dell’ipoacusia, termine usato per definire il calo dell’udito. Scopriamo come riconoscerne i sintomi e le possibili cure.

Non sento bene: si tratta di un calo dell’udito?
Ogni persona, dopo i 50 anni di età, subisce un progressivo deterioramento dell’udito determinato dal fisiologico invecchiamento, con riduzione della capacità uditiva più o meno accentuata e con importanti ripercussioni sulla vita sociale e di relazione.

Salvo casi rari, l’ipoacusia non è un processo improvviso ma si instaura in maniera lenta e progressiva, determinando una specie di assuefazione che ne impedisce il riconoscimento cosciente. I primi e più comuni sintomi di una perdita uditiva sono:

Necessità di farsi ripetere le frasi
Difficoltà nelle relazioni interpersonali: se più persone parlano insieme, se una conversazione avviene nel traffico o in auto, capire diventa difficoltoso
Errori di comprensione nella conversazione
Difficoltà a capire i bambini, perché hanno la voce più squillante e quindi toni alti
Necessità di alzare il volume della televisione.
Se una persona comprende di avere uno o più di questi fenomeni, si rende necessaria una corretta valutazione della capacità uditiva attraverso una visita specialistica e un semplice esame audiometrico.

Il check-up dell’udito non è né doloroso né fastidioso ed è costituito da:

Fase preventiva --> viene eseguita un’indagine otoscopica, cioè l’osservazione del condotto uditivo per accertare che non vi siano impedimenti all’esecuzione del test (es. tappo di cerume)
Esame audiometrico --> alla persona vengono fatti sentire attraverso una cuffia dei suoni a diverse intensità e frequenze, prima in un orecchio poi nell’altro.
Su un grafico chiamato audiogramma si trascrive la minima intensità sonora udita dalla persona e le diverse frequenze testate (basse, medie e alte) e si definisce il tipo e il grado di perdita uditiva. Dal semplice esame audiometrico, qualora ve ne sia la necessità, si può passare a indagini un po’ più complesse, per definire meglio la causa del problema e la conseguente soluzione.

Come posso curarmi se non sento bene?
Se alcune forme di sordità possono essere curate sia farmacologicamente (es. otiti), sia chirurgicamente (es. otosclerosi) o con le cure termali (es. sordità rinogena), nella maggior parte dei casi l’unica soluzione possibile è l’utilizzo degli apparecchi acustici. Infatti, l’80% delle sordità è di tipo neurosensoriale, cioè la lesione è soprattutto nella coclea con danno alle cellule acustiche per cui a oggi non è ipotizzabile alcuna soluzione di tipo farmacologico e/o chirurgico. Gli apparecchi acustici di ultima generazione, quasi invisibili e facili da utilizzare, hanno la possibilità di connettersi alla televisione, al cellulare o ad altri dispositivi wireless al fine di migliorare la capacità di ascolto in qualsiasi occasione.

 

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