Gli Studi Audioprotesici Acustica Bolognese tengono alla Salute
dei propri pazienti e del personale.


Protocollo per pazienti per recarsi presso lo Studio

  • Uscire di casa solo se si è in salute
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  • Resta a casa, esci solo in caso di urgenza  Confermare il proprio appuntamento, se già fissato da tempo  Chiamare e fissare un
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Protocollo per pazienti nello Studio

  • Si accede un paziente alla volta

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  • Distanza dal bancone di 1 metro

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  • Indossare la mascherina (se è possibile)

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  • Igienizzare le mani

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La logopedista e il logopedista

Il logopedista si occupa della prevenzione e della riabilitazione del paziente soggetto a patologie connesse ai disturbi del linguaggio parlato e scritto. Interviene quindi anche in caso di disturbi della comunicazione dovuti a ipoacusia e sordità. In Italia, per svolgere la professione di logopedista è necessario disporre di un'apposita laurea.

Il termine “logopedia” deriva dal greco “logos” (parola) e “paideia” (educazione) ed è una disciplina sanitaria che si occupa della prevenzione, della valutazione e della riabilitazione dei disturbi del linguaggio, della voce, della deglutizione e della comunicazione in età evolutiva, adulta e geriatrica.

Il logopedista pertanto è “l’operatore sanitario che, in possesso del diploma universitario abilitante, svolge la propria attività nella prevenzione e nel trattamento riabilitativo delle patologie del linguaggio, della comunicazione e delle turbe associate in età evolutiva, adulta e geriatrica” (DM 742 del 1994).


IL LOGOPEDISTA E I DISTURBI DELL’UDITO

I disturbi dell’udito possono interessare sia l’età evolutiva che l’età adulta e la terza età.

LOGOPEDIA PER IL BAMBINO

Nell’età evolutiva il compito del logopedista è quello di accompagnare il bambino e la sua famiglia in un percorso di rieducazione con l’obiettivo di fornire al soggetto tutte le possibili abilità comunicative. La prevalenza della sordità pre-linguale si attesta attorno all’1/1000 dei bambini nati e rappresenta la forma più grave in quanto impedisce al bambino di sviluppare naturalmente il linguaggio verbale, condizionandone lo sviluppo globale e l’inserimento sociale.
I bambini sordi pre-linguali se non diagnosticati, trattati e riabilitati precocemente presentano infatti mancata acquisizione spontanea del linguaggio verbale, povertà di conoscenze, difficoltà scolastiche e difficoltà comportamentali e sociali. Anche la forma post-linguale incide nei rapporti interindividuali, determina difficoltà scolastiche e lavorative, limitazioni nelle abitudini socioculturali e modificazioni del tono dell’umore e del comportamento.

LOGOPEDIA PER L'ADULTO

Nell’età adulta, il logopedista tratta tutte le problematiche legate all’udito: pazienti con sordità acquisita per varie cause (improvvisa, da rumore, ecc); pazienti presbiacusici in cui progressivamente si riduce l’abilità uditiva. In tutte queste situazioni, il compito del logopedista è quello di accompagnare il paziente in un percorso rieducativo che lo porti a migliorare la competenza comunicativa con un miglior sfruttamento delle abilità uditive e comunicative in genere.

Nel soggetto anziano, la presbiacusia è un processo che avviene lentamente in modo graduale e progressivo: l’udito si indebolisce perché si assiste a un invecchiamento di molti settori dell’apparato uditivo (dall’ispessimento della membrana timpanica alla riduzione delle cellule ciliate della coclea fino ad un impoverimento di neuroni nelle aree cerebrali) con una riduzione della capacità di percepire soprattutto i suoni ad alta frequenza. Questo deficit è responsabile di un lento e graduale isolamento della persona con conseguente deprivazione neurosensoriale.

Riabilitazione logopedica nell'adulto protesizzato

Per un percorso logopedico efficace sono indispensabili la valutazione quali-quantitativa delle abilità comunicative e linguistiche, con particolare attenzione al canale uditivo-verbale e un piano rieducativo condiviso con il paziente e altri operatori sanitari (ORL, medico di base, audioprotesista, ecc.).

Indispensabile è l’attività di counseling al paziente e alla famiglia. Questa importante fase riguarda le informazioni sullo stato della perdita uditiva definendo la differenza tra sentire e capire, la difficoltà di definire suoni acuti o gravi, le voci dei bambini oppure le voci femminili. Si cerca inoltre di far comprendere ai famigliari l’entità della perdita di udito e le difficoltà di un ipoacusico.
Occorre rendere più consapevoli il partner e i figli delle difficoltà che il paziente affronta durante la comunicazione con altre persone. Il paziente e la loro famiglia vengono messi al corrente della possibilità di miglioramento offerta dall’utilizzo degli apparecchi acustici. Se si hanno aspettative realistiche, è più facile adattarsi all’apparecchio acustico.

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Studentessa inventa la mascherina per i sordi.

Ashley Lawrence é una studentessa universitaria e nei giorni scorsi ha creato qualcosa di unico.


Ashley Lawrence é una studentessa universitaria e nei giorni scorsi ha creato qualcosa di unico.
Data la necessità enorme nel mondo di mascherine per il viso e la difficoltà nel trovarne, le persone, molte persone, si sono fatte la propria mascherina in casa.
Da qui l’idea di crearne una per le persone sorde o con problemi di udito, per le quali leggere il labiale di chi sta loro di fronte aiuta spesso nella comunicazione.
Ecco dunque il risultato di una mascherina con una visiera nella zona della bocca.
Ashley é una studentessa della Eastern Kentucky University che si sta specializzando anche nel linguaggio dei segni e che conosce bene l’importanza di alcuni aspetti della comunicazione per le persone con problemi di udito. Le espressioni del viso e soprattutto le labbra e la bocca nel linguaggio diventano determinanti e nell’epoca del coronavirus, con le classiche mascherine che coprono la bocca, questo può essere un problema in più per persone che già devono affrontare la sfida quotidiana di non sentire come la maggior parte di noi.
Di certo le foto delle mascherine di Ashley hanno fatto il giro del mondo ed hanno attirato l’attenzione di molti che hanno cominciato a chiederle maggiori informazioni e a farle le prime ordinazioni.


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Restando a casa. Alcuni consigli utili

Durante questo momento difficile, è importante continuare a prendersi cura della propria salute fisica e mentale. Questo non solo ti aiuterà a lungo termine, ma ti aiuterà anche a combattere COVID-19, in caso di contagio”.

Tra le altre “strategie per conservarsi in buona salute” è consigliato mangiare in modo sano, evitando abbuffate e cibo spazzatura per l’ansia, 
evitare alcool e bevande gassate, non fumare, se si lavora da casa cercare di non mantenere la stessa posizione tutto il giorno e fare pause di tre minuti ogni trenta. E poi fare attività fisica: dai 30 ai 45 minuti al giorni, gli adulti, almeno un’ora per i ragazzi, e “Se le linee guida locali o nazionali lo consentono uscite per una passeggiata o per una corsa, mantenendo le distanze di sicurezza dagli altri”.

“E’ normale sentirsi spaventati, cerca di parlare con persone di cui ti fidi e mantenere i contatti con i mezzi possibili, aiuta la tua comunità con volontariato o anche solo facendo la spesa a chi non può uscire. La compassione è una “medicina”. Leggi, ascolta musica, cerca di rilassarti e se cerchi notizie fallo da fonti affidabili”.

Fare le scale o le pulizie di casa, rimanere in forma ai tempi del coronavirus

Stabilire una routine che includa anche l'attività fisica è essenziale. Fra i movimenti più indicati, quelli di allungamento, di mobilità articolare e di rinforzo muscolare. I consigli del medico dello sport.

AI TEMPI del coronavirus siamo tutti a casa. Dal letto alla scrivania, poi un passo fino al tavolo da pranzo e due fino al divano. Sono questi i principali spostamenti durante il giorno. Il risultato? Qualche chilo in più, pigrizia e molta fatica a compiere qualsiasi sforzo fisico. Ma oggi gli esperti ci suggeriscono di impostare e rispettare una nuova routine quotidiana, con orari e impegni fissi (o quasi), per preservare e migliorare il nostro benessere psico-fisico. E in questo calendario giornaliero c'è anche l'attività fisica, che deve rimanere un perno centrale nelle nostre giornate. Farlo non è difficile, attraverso semplici esercizi di stretching e di rinforzo muscolare, rintracciabili anche su social media, app e siti web che offrono lezioni di aerobica, crossfit e molto altro fruibili da casa. Un punto con un esperto per capire come muoversi in casa.

L'attività fisica, sempre essenziale
Gli esperti concordano che l'ideale sarebbe praticare attività fisica anche adesso che è importante non uscire, se non per motivi di necessità, per contenere l'epidemia di Covid-19. “Anche in questo momento in cui dobbiamo rimanere in casa”, ha spiegato Roberto Filippini, direttore di Medicina dello Sport presso l'Irccs ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar (Verona), “rimangono valide, laddove possibile, le raccomandazioni di svolgere almeno 30 minuti di esercizio al giorno per circa 5 giorni a settimana”. Un'impresa più complicata, in questo periodo. “Non sempre e non per tutti sarà possibile, ma è importante comunque muoversi quanto si può, anche di meno, per mantenersi in forma e migliorare il proprio benessere psicologico”, precisa l'esperto. “Con qualche accortezza possiamo trasformare momenti di sedentarietà e inattività in brevi intervalli di esercizio”.

Dalle scale alle faccende domestiche
Ma come? “Ad esempio, salire le scale anziché prendere l'ascensore quando si esce per fare la spesa, per comprare medicinali o per altri motivi di necessità”, chiarisce Filippini. “Già fare alcuni piani scale due o tre volte al giorno può essere un buon esercizio, soprattutto per chi non è allenato e dunque non può strafare”. Anche le commissioni indispensabili e le faccende domestiche possono diventare una sorgente di esercizio. “Andare a piedi a fare la spesa – sottolinea l'esperto – e riportare le buste a casa ci consente di muoverci facendo anche qualcosa di utile. Per chi possiede una cyclette o un tapis roulant, una buona opzione è fare esercizio leggero mezz'ora al giorno”.

Movimenti graduali
L'ideale è svolgere esercizio aerobico, dalla camminata alla corsa (in casa col tapis roulant), dal corpo libero allo stretching. “Esercizi di allungamento e di mobilità articolare, soprattutto ora che stiamo quasi sempre seduti”, spiega Filippini, “rappresentano un'ottima scelta”. Per farli correttamente, in piedi o su un tappetino, sottolinea l'esperto, ci sono diversi tutorial validi su internet, che in questo momento ci viene in aiuto. “Tutti questi movimenti – precisa il medico dello sport – devono però essere svolti con attenzione e gradualmente”. Altrimenti il rischio, soprattutto per chi è fuori allenamento o per gli anziani, è di farsi male.

Oltre allo stretching, centrale è anche il rinforzo dei muscoli. “Per il potenziamento muscolare, soprattutto in un periodo in cui siamo quasi sempre seduti, si possono fare affondi su un gradino, squat per le gambe ed esercizi a corpo libero per il tronco e per gli arti superiori”, ha sottolineato Filippini. “Ad esempio aperture delle braccia tese e a gomito flesso, movimenti di flessione ed estensione dell'avambraccio. Si possono utilizzare anche piccoli pesetti, ad esempio da mezzo chilo o più per chi è più allenato, o se non li possediamo usando altri oggetti come bottigliette d'acqua”. Ci sono poi degli esercizi di “core stability”, prosegue l'esperto, per rafforzare la muscolatura del tronco, che servono in particolar modo a chi soffre di mal di schiena. Fra questi, ad esempio, da stesi sollevare a gambe piegate il bacino e la schiena oppure in una posizione a quattro zampe estendere una gamba mantenendo l'equilibrio e il planck per gli addominali.

Per gli anziani (ma non solo)

Agli anziani è stato raccomandato di evitare qualsiasi uscita. “In questo caso muoversi in casa”, ha sottolineato, “fare qualche piccola faccenda domestica a seconda delle proprie possibilità, dalle pulizie al riordino della casa, fino al giardinaggio per chi ha un giardino o un balcone sono attività indicate per mantenersi in movimento e gestire lo stress”.

Al di là delle faccende anche provare a fare qualche piccolo esercizio può essere importante. “Laddove possibile stendere e flettere la gamba, da seduti, tenendo il ginocchio fermo”, spiega Filippini, “sollevare le cosce contro il petto, aprire e chiudere le gambe a forbice, alzare le braccia, sollevare le spalle, sono tutti movimenti buoni per le articolazioni”. La cyclette, poi, è ideale per muoversi in casa. “Non solo per gli anziani, ma anche per i giovani”, prosegue Filippini, “pedalare tutti i giorni per 30 minuti davanti a un programma televisivo distensivo oppure camminare – nel caso di età avanzata a bassa velocità – sul tapis roulant sono attività raccomandate”.


Fitness, un esempio online
Sul sito di intrattenimento Reddit, la community Bodyweight Fitness (https://www.reddit.com/r/bodyweightfitness/) è attivissima con faq, forum, consigli e raccomandazioni per impostare la propria routine legata al fitness. Dagli squat alle flessioni, fino alla trazione alla sbarra (per chi ce l'ha, ma si può fare anche con altri oggetti in casa) e alla più avanzata planche, un esercizio complesso per i più atletici in cui il corpo viene tenuto parallelo al suolo grazie alle braccia.

Ma anche senza dover essere atleti, sulla piattaforma si trovano anche diversi esercizi semplici, ad esempio nella sezione della “routine raccomandata”, con stretching ed esercizi aerobici. E nella “routine minimalista”, che propone un gruppo di esercizi quali affondi, piegamenti o flessioni e trazioni da poter fare anche con quello che si ha a casa, il tutto da ripetere più di una volta. Per i più allenati c'è anche il “planck shoulder taps”, un esercizio in cui ci si tiene sulle braccia e sulle gambe, come se si stesse per fare una flessione, e si solleva un braccio alla volta per qualche istante.

Fonte:

https://www.repubblica.it/salute/alimentazione-e-fitness/2020/03/18/news/il_fitness_a_casa_come_rimanere_in_forma_ai_tempi_del_coronavirus-251603001/

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Coronavirus: consigli per gestire lo stress durante la quarantena.


Lunghi periodi di quarantena possono determinare un aumento dei casi di ansia, paura (del contagio) e disturbo post-traumatico da stress. I consigli per venirne fuori senza conseguenze


Già da ieri, più di qualche esperto ha gettato la maschera: «Le misure restrittive? Alcune potrebbero essere prolungate oltre il 3 aprile». Un’apertura che evidenzia quanto sempre più concreta sia l’ipotesi che, se l’epidemia provocata dal Coronavirus non dovesse ridimensionarsi, la quarantena venga prorogata. La misura di sanità pubblica è necessaria, ma pone anche un altro interrogativo: quali potrebbero essere le conseguenze sul piano psicologico? «Per prevederle, possiamo basarci su alcune analoghe esperienze: anche piuttosto recenti - afferma Andrea Fiorillo, ordinario di psichiatria all’Università della Campania Luigi Vanvitelli -. Nel breve potrebbe rilevarsi un aumento dei disturbi depressivi, dell'ansia e del disturbo post-traumatico da stress. Più difficile è invece anticipare gli effetti a lungo termine, che dipenderanno anche dalle condizioni di partenza dei singoli italiani».

COME SUPERARE LA QUARANTENA? I CONSIGLI DELL'ESPERTO

Come pensare di poter arrivare al 3 aprile, se non oltre, gestendo gli impegni di lavoro, la famiglia e la paura per quanto sta accadendo? «Occorre acquisire informazioni chiare e univoche - precisa Fiorillo -. Meglio non sovraccaricarsi, soprattutto perché tra le notizie attendibili si insinuano molte fake news». Un aiuto può arrivare anche dai mezzi di comunicazione. Via libera a smartphone, tablet e pc per fare videochiamate con parenti e amici: aiutano a ridurre il senso di isolamento e le preoccupazioni per amici e parenti lontani. Secondo Fiorillo anche «le linee telefoniche dedicate, curate da operatori sanitari o da personale esperto, aiutano a ridurre l’ansia associata alla quarantena». Da rimarcare è inoltre l'importanza della quarantena in chiave altruistica: «Sapere che dal proprio comportamento potranno derivare dei benefici per la collettività, e soprattutto per le fasce più deboli, permette di percepire la situazione attuale come meno stressante». E poi, «continuare a mantenere quanto più è possibile una routine regolare»: in cui devono trovare posto le necessarie ore per il sonno, l’alimentazione, l'attività fisica (yoga, tapis roulant, esercizi fisici in casa), oltre che per il contatto con familiari e amici. Importante è infine che i vari membri della famiglia riescano a rispettare i propri tempi e gli spazi, definendo regole chiare per i più giovani. «Tutte le indicazioni sono più valide ed efficaci quanto più è breve il periodo di quarantena - rimarca Fiorillo -. Motivo per cui conviene seguire le direttive per far sì che questo periodo non si protragga troppo». 


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