Le storie che vogliamo raccontarvi:Un egoista sotto il cielo di Ha Long”, l’ultimo singolo del Rapper sordo Brazzo

E’ uscito su tutte le piattaforme Spotify, Google Play e iTunes “Un egoista sotto il cielo di Ha Long”, l’ultimo singolo del Rapper sordo indipendente Brazzo che, in questo brano, ha messo da parte solo temporaneamente la denuncia e la contestazione sociale per dare spazio alla parte più intima, riflessiva e romantica della sua vena artistica. Brazzo propone una canzone rap d’autore, semplice e diretta, sincera e convincente, che non deluderà le aspettative del suo pubblico che lo segue fedele fin dall’uscita del suo dissacrante singolo d’esordio “Sono sordo mica scemo” che destò molto interesse a livello mediatico nazionale. E’ stato pubblicato anche il video, già disponibile su youtube, dove Brazzo, sordo fin dalla nascita, interpreta la sua canzone, in un’ambientazione notturna molto suggestiva, in lingua italiana e nella lingua dei segni, scelta che ancora una volta lo contraddistingue per il suo impegno, in prima linea, per il riconoscimento legale della LIS al fine di consentire anche alle persone sorde la giusta inclusione sociale. BIOGRAFIA DI BRAZZO Brazzo, all’anagrafe Brizio Francesco, nato a Taranto trent’anni fa da una famiglia sorda e affetto da sordità genetica. Vive a Milano dal 2008, cresciuto tra il mondo degli udenti e la comunità sorda. Nonostante il deficit uditivo ha sempre sognato di cantare. Il 17 dicembre 2016 ha presentato in anteprima il videoclip musicale a Varese, in un evento organizzato dal GS ENS Varese. La prima canzone è a tema sociale per la diffusione della Lingua dei Segni dopo il mancato riconoscimento dalla legge italiana. Tanti Paesi nel mondo l’hanno assimilata e fatta propria, invece in Italia resta ferma, in bilico tra Camera dei Deputati e il Senato con un disegno di legge nel quale si chiede il riconoscimento della Lingua dei Segni italiana al fine di assicurare la piena integrazione delle persone sorde alla vita collettiva. È per questo che ha voluto cantare e segnare insieme ai suoi brani, per dare un messaggio forte a tema sociale, al fine di agevolare il riconoscimento della Lingua dei Segni. È un diritto ed è l’unico modo/mezzo per comunicare. Vuole dare un senso della musica ai sordi e avere più visibilità nel mondo degli udenti per dimostrare che qualunque sordo che abbia capacità e talento in qualsiasi campo senza discriminazione può farcela e inseguire i propri sogni. Il brano è stato scritto interamente da lui stesso, ha imparato a cantare grazie ad un logopedista imparando a seguire il tempo, il ritmo e le vibrazioni musicali e ha successivamente interpretato la canzone anche in Lingua dei Segni. Il primo singolo “Sono sordo mica scemo” ha raggiunto più di 20.000 visualizzazioni su YouTube. Il 4 luglio 2017 è uscito il secondo singolo “Il ritmo dell’estate”. Il 31 gennaio 2018 è uscito “Volere è potere”. Il 20 giugno 2018 ha pubblicato “Tutto il mondo è paese” con la lingua sia italiana sia inglese. Il 26 settembre 2018 è uscito il quinto singolo “Un egoista sotto il cielo di Ha Long”. Sempre in forte crescita e per il futuro ha in progetto un album Guarda il video! 

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Costo degli apparecchi acustici

Cosa c'è sotto il prezzo?

 

Come la maggior parte dei dispositivi medici, gli apparecchi acustici sono un investimento. Il prezzo degli apparecchi acustici varia molto in base al modello, alle funzionalità high-tech, al servizio di assistenza e di manutenzione, e al sistema sanitario dei vari paesi. 

Gli apparecchi acustici di alta qualità moderni sono come dei piccoli computer da indossare tutto il giorno. Con questi dispositivi, i suoni non risultano solo più forti, ma anche più chiari, per un'esperienza d'ascolto completa e ottimale. Alcuni di essi dispongono anche della connettività Bluetooth, per inviare l'audio in streaming direttamente agli apparecchi acustici da vari dispositivi. Usati insieme alle app, offrono maggiore personalizzazione e controllo, ed è anche possibile richiederne la regolazione fine.

Apparecchi acustici meno costosi di solito non hanno queste funzionalità “smart”. Il livello delle prestazioni dell'apparecchio e la presenza di funzionalità più o meno sofisticate sono strettamente legati al prezzo.

Assistenza e supporto 

Le persone ipoacusiche necessitano dell'assistenza di un professionista, proprio come le persone che portano occhiali da vista. La scelta e il fitting degli apparecchi acustici richiedono l'assistenza completa di un audioprotesista specializzato; tale servizio è spesso incluso nel prezzo dei dispositivi. L'audioprotesista ti sottoporrà ad un esame dell'udito, ti aiuterà a scegliere l'apparecchio acustico più adatto a te, quindi regolerà e programmerà gli apparecchi in modo che si adattino perfettamente alle tue esigenze.

Ogni caso di ipoacusia è unico, e oltre a doverti recare dall'audioprotesista per la pulizia e la manutenzione degli apparecchi, avrai probabilmente bisogno di lui anche per le regolazioni e le regolazioni fini. Anche questi servizi possono essere inclusi nel costo dell'apparecchio. La regolazione, l'uso e la manutenzione degli apparecchi acustici sono dei fattori molto importanti ai fini della soddisfazione finale dell'utente e della qualità della sua esperienza acustica.

Assicurazione e piani di finanziamento

Il costo degli apparecchi acustici varia in base al servizio sanitario e al sistema assicurativo del paese dell'utente; alcuni audioprotesisti potrebbero offrire ai pazienti dei piani di finanziamento. Un audioprotesista sarà in grado di stabilire il tipo di dispositivo più adatto a te, e di darti maggiori informazioni sul prezzo del prodotto e sui servizi professionali associati al fitting.


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Se gli amplificatori hanno la funzione di aumentare il volume di tutti i suoni allo stesso modo, gli apparecchi acustici amplificano solo ciò che la persona ha bisogno di sentire meglio. Scopriamo tutte le differenze.

Le differenze tra apparecchi acustici e amplificatori di suono

Sempre più di frequente si sente parlare di amplificatori di suono. Ma quali sono le differenze rispetto agli apparecchi acustici veri e propri?

La differenza tra amplificatori di suono e apparecchi acustici risiede nella  natura dell’aiuto che questi dispositivi sono in grado di fornire all’udito di chi li utilizza e dalla presenza di una figura sanitaria che si occupa nello specifico di accompagnare la persona durante tutto il percorso di riabilitazione dell’udito.

Per poter risolvere le difficoltà quotidiane legate all’ipoacusia e identificare una soluzione in grado di fornire il giusto supporto, è necessario tenere in considerazione diversi aspetti:

  • Stile di vita, abitudini quotidiane, vita familiare, lavorativa e sociale, interessi della persona che soffre di ipoacusia.
  • L’udito è quasi come un’impronta digitale, è unico e personale così come sono uniche le nostre impronte digitali e il nostro DNA. Esiste una varietà di suoni pressoché infinita che ognuno sente e avverte in un proprio modo, differente da come gli altri possono avvertirli.  In questo senso, anche il risultato del test dell’udito sarà sempre differente per ogni singola persona. 

Da qui la prima differenza tra apparecchi acustici e amplificatori di suono: la tecnologia presente all’interno degli apparecchi acustici permette loro di essere personalizzati sulla base dei test dell’udito effettuati, dello stile di vita della persona alla quale sono applicati e delle sue specifiche esigenze, amplificando solo ciò che la persona ha bisogno di sentire meglio. Sono inoltre utilizzabili continuativamente lungo l’intero arco della giornata.

Viceversa, gli amplificatori di suono sono dispositivi di serie preimpostati e pronti all’uso, che amplificano tutti i suoni allo stesso modo e nella stessa misura; sono destinati a un utilizzo non continuativo (cioè non superiore a 60 minuti consecutivi).

La seconda differenza tra apparecchi acustici e amplificatori di suono riguarda l’obbligatorietà della prestazione sanitaria dell’audioprotesista, un esperto in possesso di laurea triennale in Tecniche Audioprotesiche o di un titolo di studio equivalente. Grazie alle competenze tecnologiche, audiologiche e relazionali acquisite durante la sua formazione, l’audioprotesista è in grado di fornire una consulenza volta a consigliare la tipologia di apparecchi acustici corretta e a personalizzare la soluzione acustica per assicurare il raggiungimento del risultato, accompagnando la persona lungo tutto il percorso audioprotesico. 

La normativa italiana prevede infatti che gli apparecchi acustici possano essere applicati unicamente dall’audioprotesista, che agisce dietro prescrizione del medico. 
Al contrario gli amplificatori di suono, essendo dispositivi di serie preimpostati e non regolabili, sono venduti senza alcuna personalizzazione e senza l’assistenza dell’audioprotesista. 

Aurical

L'eccellenza del fitting

Misurazioni in vivo (REM) per un fitting ottimale

AURICAL FreeFit   

AURICAL FreeFit ci permette di utilizzare il modulo misurazioni del microfono sonda (PMM) in modo più facile ed efficiente. Abbiamo la certezza di offrire ai nostri pazienti miglior fitting possibile.

L'intuitiva unità PMM, grazie al design wireless e alla capacità di fitting binaurale, rende più semplice la verifica degli apparecchi acustici. AURICAL FreeFit può essere utilizzato da solo o insieme agli altri moduli AURICAL, inclusi AURICAL Aud, AURICAL HIT e AURICAL OTOcam.

Un sistema di fitting efficiente, che ci permette di offrire di più durante il percorso uditivo dei nostri pazienti

Con AURICAL FreeFit è possibile migliorare il fitting soprattutto alla prima applicazione. Il modulo PMM consente di combinare la funzionalità REM tradizionale, con stimoli tonali e vocali e la verifica dinamica con moderni segnali vocali, per ottenere condizioni più simili al "mondo reale".

Per un efficiente fitting con accoppiatore

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L'apparecchiaura di prova AURICAL HIT offre tutti i test di cui hai bisogno per effettuare un fitting con accoppiatore con misurazioni della differenza orecchio reale/accoppiatore e per preprogrammare tutti i tipi di apparecchio acustico, indipendentemente dal produttore e dagli altri elementi AURICAL.

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Si tratta di un video otoscopio che permette di integrare efficacemente la video otoscopia. Effettuiamo ispezioni dettagliate dell'orecchio a scopo di diagnosi e rapide ispezioni visive. Le immagini possono essere facilmente registrate, archiviate e condivise.

Scegliamo il meglio della strumentazione per il fitting per risolvere ogni recupero uditivo.

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Viaggiò molto, anche a Roma per studiare. Durante questo primo periodo della sua attività Goya diventò pittore di ritratti, per l'aristocrazia spagnola.  (i suoi protagonisti riflettono l'atteggiamento verso i protagonisti, lui considera infatti gli aristocratici, altezzosi, pomposi, inespressivi e sempre brutti.

Il ritratto dell'amico dell'amico Sebastian Martinez y Perez completato poco prima della malattia che lasciò Goya sordo, dimostra caratteristiche diverse dal suo lavoro. La natura esatta della malattia che ha causato la sordità di Goya è ignota, ma cominciò nel 1972 e apparentemente non lo lasciò indebolito fino al 1795.  La sordità di Goya non lo inabilitò, comunque. Gli risvegliò nuove energie creative e diede maggiore padronanza alle sue osservazioni acute e critiche. Per rimediare alla sua perdita di udito, Goya imparò la lingua dei segni spagnola all'istituto di Valencia di Don Juan a Madrid. 

Nel 1794-1795 eseguì il quadro Corral del Locos (Recinto dei Matti).

Nel 1799 fu nominato pittore del re. L'invasione della penisola iberica da parte di Napoleone diede altri spunti all'immaginazione di Goya, e il risultato fu una seconda serie di litografie, Disastri della guerra.  Per separarsi dalla corte reale, Goya acquistò una fattoria sulle rive del Maganares vicino a Madrid che chiamò la Quinta del Sordo e ne dipinse i muri con le ciniche e pessimistiche Pitture Nere * 

A quel tempo Goya produsse una terza e una quarta serie di stampe intitolate Tauroomaquia e Disparates (Follie, qualche volta chiamate proverbi). Con il ritorno di Re Ferdinando VII sul trono spagnolo e la minaccia di un'altra monarchia assoluta, un indisposto e abbattuto Goya chiese al re il permesso di andare in Francia per motivi di salute. Ottenuto il permesso, lasciò la Quinta del Sordo a suo nipote diciottenne e andò a Parigi. Restò la poco tempo, poi si stabilì a Bordeaux, dove continuò a lavorare fino alla sua morte.

 

   

      

* Pitture nere (1819-1823) è il nome dato a una serie di quattordici opere murali di Francisco de Goya, dipinte con la tecnica dell'olio su muro su pareti ricoperte di gesso. Sono state create come decorazione delle pareti della Quinta del Sordo[1], una casa da lui acquistata nel febbraio del 1819. Questi murali sono stati trasferiti su tela nel 1874, e attualmente sono conservati nel Museo del Prado di Madrid.

L'insieme di dipinti, ai quali Goya non diede titolo, fu catalogato nel 1828 da Antonio de Brugada[2], amico di Goya, che li denominò come segue: AtropoDue uomini anzianiDue vecchi che mangianoDuello rusticanoIl sabba delle stregheLa letturaGiuditta e OloferneIl pellegrinaggio a San IsidroDue donne e un uomoPellegrinaggio alla fontana di San IsidroCane interrato nella renaSaturno che divora i suoi figliLa LeocadiaVisione fantastica.

Nel 1823 la casa con i dipinti passò ad essere di proprietà di Mariano Goya, suo nipote, che ebbe il compito di preservarla da possibili ritorsioni dopo il ripristino della monarchia assoluta e la repressione dei liberali condotte da Ferdinando VII di Spagna. L'esistenza delle Pitture nere rimase scarsamente conosciuta per circa 50 anni, fin quando, nel 1874, un banchiere francese ne ordinò il trasferimento su tela col fine di esporle all'Esposizione Universale di Parigi del 1878[3]. Nel 1881 fu lo stesso banchiere a donarle al Museo del Prado, dove sono attualmente esposte.

Il mio apparecchio si connette direttamente alla tv e io mi godo i miei programmi preferiti.
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Una generazione  F E N O M E N A L E
Quella che sceglie che ha scelto di continuare
a godersi ogni singolo momento della vita.

Quella che continua a sentire
le emozioni, i brividi, le novità,
ma che continua a non sentire l'età.

LA NUOVA GENERAZIONE:I NUOVI DATI 
Un cambiamento importante è avvenuto nelle nostre vite: oggi si vive circa 34 anni in più di quattro generazioni fa e l'aspettativa di vita in Italia, secondo l'Istat, è ben superiore rispetto al resto d'Europa. I dati del 2015 rivelano che sopra i 65 anni gli uomini hanno una speranza di vita di 18,9 anni, mentre le donne di 22,2. Nel 2016, in Italia la popolazione over 55 è diventata per la prima volta nella storia maggioranza relativa.

Non è solo questione di numeri, ma di attitudine. 

Una generazione PRONTA ad ascoltare
La terza età non è più sinonimo di rinuncia, di ritiro inattivo, di avvicinamento alla fine, ma di nuovi inizi e di infinite opportunità tutte da vivere.

Gli anziani di oggi sono attivi, e hanno nuovi bisogni che raccontano di una vita aperta alle occasioni, alle emozioni inattese e alle esperienze più disparate, alle nuove avventure e ai sogni che da giovani si erano chiusi in un cassetto.

Vivere appieno questa vera e propria seconda giovinezza, dunque, comporta sentire i brividi, le emozioni, le persone: significa sentire il mondo che ci circonda ed esserne parte attiva.
Non importa quali siano le passioni o le attività che danno pienezza alla vita, i suoni sono l’essenza di qualsiasi esperienza ed è per questo che rinunciarvi è rinunciare a vivere appieno.

SOLUZIONI ACUSTICHE INNOVATIVE

L'esperienza d'ascolto dovrebbe essere personalizzata in base alle tue esigenze. Gli apparecchi acustici, gli accessori wireless e le app ReSound ti aiutano a sentire meglio e ad adattarti ai diversi ambienti e situazioni con la migliore qualità sonora.

Sono disponibili diversi tipi di apparecchi acustici. Il tuo tipo di ipoacusia, il tuo stile di vita e le tue preferenze personali in fatto di colori e di stile influenzeranno la scelta dell'apparecchio da acquistare. Scopri i diversi tipi di apparecchi acustici disponibili.

 

Noi ci impegniamo per garantire le soluzioni uditive più innovative e personalizzate. Da oggi    è anche agli active agers così da capirne i bisogni e lo stile di vita: fanno jogging, guardano film in streaming, girano il mondo e possono ascoltare la loro musica preferita direttamente dall’apparecchio acustico connesso allo smartphone.

Noi diamo Ascolto a questa generazione F E N O M E N A L E 

 

 

 

“L’educazione dell’udito ci porta in modo speciale ai rapporti del soggetto con un ambiente in moto, il quale solo può produrre suoni e rumori. Che dove tutto è fermo, esiste il silenzio assoluto.

Un’educazione dell’udito, se parte dalla “immobilità” per andare alla percezione dei rumori o suoni provocati da movimenti, parte dal “silenzio”.

Il silenzio è pure la ricerca di sforzi collettivi perchè per avere il silenzio in un ambiente occorre che tutte le cose (o persone) in esso contenute siano in una assoluta immobilità. Non c’è dubbio, che la ricerca del silenzio debba provocare un vivo interesse, come infatti avviene, tra i bambini, che si soddisfano in questa “ricerca per se stessa”. Il senso dell’udito ci dà pure un’idea chiara di quello in cui consiste la primitiva fondamentale educazione dei sensi. Consiste infatti “nel poter udire di più”.

L’udito ode di più (giunge ad una maggiore acutezza) quando sente rumori “più leggeri” di prima. L’educazione dei sensi conduce perciò ad apprezzare gli stimoli minimi, e tanto più piccola è la cosa percepita tanto maggiore è la capacità sensoriale.

Un altro principio dell’educazione sensoriale è di “distinguere” differenze tra gli stimoli. Ciò include come preparazione pedagogica una “classificazione” tra diversi gruppi di sensazioni; e poi la gradazione di ogni gruppo che ne sia praticamente suscettibile. Potremmo qui distinguere prima i rumori dai suoni, cominciando da differenze contrastanti per andare a differenze impercettibili; e poi il timbro diverso dei suoni che hanno diverse origini, la voce umana e gli strumenti; e infine la gamma dei suoni musicali.

Per riassumere e stabilire le separazioni fondamentali, distingueremo quattro classi di sensazioni uditive, date cioè:

  • dal silenzio
  • dalla voce umana che parla
  • dai rumori
  • dalla musica

Le lezioni del silenzio sono esercizi di controllo sui movimenti che conducono a rendere possibile (per ciò che riguarda i bambini) il silenzio assoluto. Non è un approssimativo stare zitti e fermi; ma è una perfezione raggiunta gradualmente, nel non emettere alcun suono, nel non produrre alcun piccolo rumore,che può farsi muovendo un piede, o strisciando una mano, o respirando sensibilmente.

L’analisi dei suoni relativi al linguaggio sono l’esercizio che si collega all’apprendimento dell’alfabeto.

Per i rumori, c’è un materiale indicativo assai semplice e primitivo, consistente in scatole di legno (o di cartone) -identiche a due a due- preparate che disposte in serie,diano sei rumori graduati.

Per l’educazione del senso musicale fu adottata una serie di campane che Anna Maccheroni fece preparare con molta accuratezza.Le campane,ciascuna soprastante a un piedistallo, e separate l’una dall’altra,formano tanti oggetti tutti nell’apparenza identici tra loro;ma percosse con un martellino riproducono la scala di Do” (Maria Montessori ne ” La scoperta del bambino”).

LE ATTIVITA': 

1. IL GIOCO DEL SILENZIO

Il Silenzio oltre ad essere veramente apprezzato dai bambini e una condizione necessaria a favorire la concentrazione, è assenza di movimento: immobilità. Solo da ciò può scaturire il silenzio assoluto che crea la magia fondamentale per apprezzare poi il suono.

Una attività, o meglio un esercizio che possiamo fare con i nostri bambini è il “gioco” del silenzio, ma con una rivisitazione rispetto all’originale, nel quale viene richiesta solamente l’assenza di parole e di rumore. Qui si richiede la capacità di muoversi, di trasportare oggetti, facendo una grande attenzione a non produrre il minimo rumore. Vi stupirà l’ilarità che scaturisce questo esercizio! I bambini, concentratissimi, si muoveranno a rallentatore, controlleranno il respiro, saranno un meraviglioso film muto da osservare e immancabilmente, quando gli sguardi si incontreranno, scatterà una risata! Per lo meno nei bimbi dai 5/6 anni, mentre nei più piccini vi stupirà l’attenzione, la concentrazione e l’assoluta capacità di assolvere questo compito e la gioia con cui lo svolgeranno.

 

2. Per i piccolissimi ovviamente non possono mancare i SONAGLI

 

3. IL CESTINO DEGLI STRUMENTI MUSICALI
Con i più piccoli ci si limita a toccare nel modo giusto lo strumento e si lascia libera esplorazione. Con i più grandicelli si possono fare delle nomenclature (2/3 anni), con i bimbi di 5/6 anni si possono dare alcune caratteristiche dello strumento oltre alla nomenclatura.

Si può poi eseguire un piccolo concerto avvalendosi della canzone guida: alla Fiera di Mastr’Andrè, che richiama proprio tutti gli strumenti musicali isolando il suono di ciascuno prima e facendoli poi suonare tutti insieme dopo.

 

4. I CILINDRI DEL SUONO

ETA’: dai 3 anni

DESCRIZIONE: 12 cilindri divisi in due scatole con due colori diversi (rosso e blu) ma con gli stessi suoni.

Si procede sempre per appaiamento partendo dall’ordine sparso. Si ascolta un suono scuotendo il cilindro (a casa si possono facilmente riprodurre utilizzando delle saliere di legno o come all’epoca della Montessori delle scatole di cartone), si cerca il suono uguale nell’altra serie di cilindri.

Si può procedere anche con un compagno ovvero la mamma o un bimbo,che prende un cilindro e lo scuote, l’altro bimbo cerca il suono uguale nell’altra serie e quando pensa di averlo trovato fanno la verifica scuotendoli insieme. Oltre ad esercitare l’udito e la distinzione dei suoni, favorisce la socialità e la collaborazione.

Si può poi fare un ulteriore esercizio, mettendo in gradazione i suoni, dal più grave al più acuto, o dal più flebile al più forte.

 

5. LE CAMPANELLE

ETA’: 6 Anni

DESCRIZIONE: 26 Campanelle di cui 13 su piedistalli bianchi e neri di grandezza differente di cui i toni vanno dal suono più grave che corrisponde alla campana di diametro più grande, al più acuto che corrisponde alla campana con diametro più stretto; mentre i semitoni vanno dal più acuto (campana stretta) al più grave (campana larga); e 13 su piedistalli color legno senza alcuna distinzione.

E qui torno ad utilizzare le parole della Montessori:

“Le singole campane, che esistono in doppia serie, sono spostabili: esse dunque si possono “mescolare” precisamente come gli altri oggetti dell’educazione sensoriale.

Maneggiate per il piedistallo,fatte vibrare a mezzo del martellino, il primo esercizio consiste nel riconoscere le due campane che producono lo stesso suono e metterle insieme vicine l’una all’altra (esclusi i semitoni). Viene poi l’apprezzamento dei toni della scala nella loro successione; e in questo caso è la maestra che dispone nell’ordine voluto una serie di campane,lasciando l’altra serie mescolata: e l’esercizio è ancora di appaiamento, perchè consiste nel provocare il suono di una delle campane fisse nella serie, e cercare a tentativi nel miscuglio dell’altra serie quella campana che vi corrisponda. Però qui l’appaiamento è guidato da un ordine determinato.

Quando l’orecchio è sufficientemente educato a riconoscere e ricordare la successione dei semplici suoni sulla scala,allora i bambini hanno la possibilità di mettere,senza guida alcuna, le campane sciolte o mescolate nell’ordine e successione dei toni cromatici sulla guida del proprio orecchio musicale e di unirvi pure i semitoni.

Come negli altri sistemi d’oggetti il nome veniva accompagnato alla sensazione dopo che questa era chiaramente percepita (liscio,ruvido,ecc ecc) ,anche qui il nome della nota viene ad accompagnare il suono dopo che il suono è distinto con sicurezza.

Ai toni si uniscono poi i semitoni che, per non disperdere inutilmente le energie, sono riconoscibili dal sostegno delle campane,che è nero invece che bianco ( ricordando i tasti del pianoforte): e la loro collocazione fra i toni rispettivi è l’esercizio sensoriale”.

Il controllo dell’errore in quest’attività non può essere dato solo dall’orecchio, ma anche dalla vista. Infatti lo spessore di ogni campana varia, quindi si possono ricercare quelle uguali guardando proprio questa caratteristica.

 

6. MEMORY DEI SUONI
Un esercizio che possiamo fare noi oggi, è quello di registrare alcuni suoni conosciuti (le onde del mare, rumore di passi di persona, di un animale, il cinguettìo di un uccellino, il rumore del caffè quando sale, il suono di un tamburo o di un flauto ecc ecc ), preparare delle immagini relative a quei suoni registrati. Far ascoltare al bambino i suoni due o tre volte, poi dovrà ricercare tra le immagini i suoni che ha riconosciuto e, un ulteriore difficoltà potrebbe essere quella di metterli in ordine cronologico in base al ricordo dell’ascolto e addirittura inserire delle immagini che non corrispondono a nessun rumore.

Questa è un’attività divertentissima, che metterà a dura prova grandi e piccini!

Vi auguriamo un Buon Ascolto!

 

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