Inquinamento acustico, un problema spesso sottovalutato


Traffico caotico di una grande città

Negli ultimi anni l’inquinamento acustico è notevolmente aumentato: aerei, traffico cittadino, metropolitane e mezzi pubblici ma anche elettrodomestici, uso di auricolari, catene di montaggio e fabbriche. Dall’ultima relazione pubblicata dall’EEA (European Environment Agency) emerge che il 20% della popolazione europea è esposto a lungo termine a livelli di rumore nocivi per la salute. Vale a dire più di 100 milioni di persone in Europa. L’aspetto più grave, però, è che ormai la maggior parte di noi non percepisce nemmeno più tale “sottofondo”, ne siamo assuefatti; di conseguenza tendiamo a non proteggere le nostre orecchie dai rischi che questi rumori possono avere sul nostro corpo e sul nostro benessere.

Quando i rumori diventano dannosi?

La soglia limite che definisce “dannoso” un rumore è stata fissata dalle Organizzazioni sanitarie mondiali a 65dB (decibel) e superarla è tutt’altro che difficile. Qualche esempio? Alcuni giocattoli per bambini possono arrivare fino a 150dB; un film d’azione visto al cinema, per quanto ora ci manchi moltissimo, ci espone in media a 105dB. Nemmeno a casa le nostre orecchie trovano sollievo: basti pensare a lavatrici, aspirapolveri, tv o tagliaerba.

Ma quali sono gli effetti sul nostro corpo?

L’esposizione a lungo termine a tali rumori, oltre a causare danni spesso irreversibili al nostro udito, può provocare una serie di effetti nocivi per la salute. Tra questi troviamo stress, irritabilità, disturbi del sonno, ansia, difficoltà nella concentrazione, fino ad arrivare a effetti deleteri a carico del sistema nervoso e cardiovascolare.

Come possiamo difenderci?

Laddove possibile, è consigliabile adottare dei comportamenti corretti per evitare danni da inquinamento sonoro. A casa, ad esempio, è bene preferire l’uso di cuffie a quelli degli auricolari, usare otoprotettori o tappi durante l’utilizzo di strumenti per il bricolage e il fai da te. Se si passa molto tempo in auto, invece, per tentare di isolarsi un po’ dal rumore del traffico, può essere d’aiuto tenere chiusi i finestrini. Per chi infine svolge un lavoro regolarmente esposto al rumore, il consiglio è quello di ricorrere all’utilizzo di protezioni adeguate, consigliate e create su misura da professionisti.

Oltre a questo, la tecnologia ci viene in aiuto; diverse sono le App create per misurare proprio l’intensità dei rumori che ci circondano. Tra queste troviamo:

  • NIOSH Sound Meter Level: sviluppata dall’Istituto Nazionale per la sicurezza e la salute sul lavoro statunitense, è uno strumento utile per chiunque lavori in ambienti rumorosi;
  • Decibel X dB Sound Level Meter: questa App di fatto trasforma il dispositivo iOS in un fonometro professionale. Misura con precisione il livello di pressione sonora (SPL) e dispone di misurazioni precalibrate altamente affidabili;
  • Fonometro (Sound Meter): pensata per misurare i livelli di rumore, mostra i decibel rilevati nell’ambiente in diverse forme. Di facile calibrazione, è disponibile solo per sistemi Android;
  • Sound Meter & Noise Detector: sfrutta il microfono del telefono per misurare i decibel nell’ambiente in tempo reale e mostra il valore di riferimento. Semplic e facile da usare, è disponibile su Google Play.

Credits immagine: tawatchai07 - it.freepik.com 


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Arriva Pablo e la diversità ha nuovi colori


disegno di Pablo e dei suoi amici animali: dinosauro, pecora, topino, scimpanzé e giraffa

L’ascolto è sempre un ottimo punto di partenza; se all’ascolto si aggiunge sensibilità e perseveranza, la possibilità di creare un ottimo progetto è elevata. Ne è un esempio la nascita di Pablo, il primo cartone animato RAI che ha come protagonista un bambino autistico con un'enorme passione per il disegno.

Un programma pensato per i più piccoli ma che, in realtà, si rivolge a tutti poiché tratta il tema dell’autismo e della diversità; diversità che ciascuno di noi può utilizzare come chiave per superare ogni difficoltà. Proprio come fa Pablo! Lui infatti trasforma ogni sfida quotidiana in un fantastico disegno che lo aiuta poi ad affrontare il mondo reale. E non lo fa a solo, ma insieme ad una vera e propria squadra di amici animali che fa nascere nella sua immaginazione e che sono subito pronti a correre in suo aiuto tutte le volte che lui ne ha bisogno.

Pablo, pertanto, vuole intrattenere con le sue storie avvincenti ma, allo stesso tempo, vuole trasmettere valori profondi, educare bambini (e non) all’idea che ogni essere umano è diverso dall’altro ed è qui che sta la bellezza. Esperienze, visioni, modi di essere: la diversità non deve più spaventare, al contrario, deve essere la normalità. Anche per questo intento, il progetto RAI ha appena ricevuto la nomination per i British Academy of Film and Television Arts (BAFTA).

Curioso di vedere Pablo? Lo trovi in onda ogni giorno alle 18 su Rai YoYo e in replica alle 9:35 e su RaiPlay, anche in lingua inglese.

 


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Da Sanremo alla rete, la lingua dei segni va in scena.


La musica, si sa, ha poteri straordinari. A volte, però, i benefici che apporta possono essere amplificati dal messaggio che si vuole trasmettere e dal modo in cui si sceglie di farlo. Lo sa bene Alessandra Nicita, cantautrice leccese di nascita e bolognese di adozione, che qualche giorno fa ha condiviso con la rete il suo ultimo progetto. "Per nessun motivo al mondo", il
suo ultimo brano, è una canzone densa di significato, un messaggio di speranza che vuole
mandare - dice lei - ad ogni figlio al mondo: acettare ed accettarsi.
In un'intervista l'artista ha spiegato però che il cuore del progetto era far sì che questo messaggio rompesse ogni barriera, fosse comrpeso da tutti, incluso le persone sorde. Per questo ha voluto coinvolgere Mauro Iandolo, LIS performer che a febbraio 2020 aveva accompagnato sul palco di Sanremo l'esecuzione del brano del gruppo Le Vibrazioni.
Una collaborazione importante quindi che ha reso possibile la nascita di un bel progetto di inclusione. Speriamo - diciamo noi - che presto ce ne siano di nuovi.


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FAQ - Domande e Risposte

 

Domande frequenti sulle misure adottate dal Governo
ZONA ROSSA

  • I negozi sono aperti?

    I nostri studi sono regolarmente aperti in tutta la provincia di Bologna.

    Poichè nei nostri centri è in vigore un protocollo straordinario di sicurezza, prima di recarti in negozio ti consigliamo di contattare sempre telefonicamente la tua filiale o il numero verde 800 597655 per prenotare un appuntamento.

    Ti ricordiamo di recarti nei nostri negozi munito di mascherina per la tua sicurezza e quella dei nostri colleghi di negozio. I nostri Audioprotesisti sono dotati di mascherine, guanti monouso e gel disinfettante, messo a disposizione anche dei clienti.

  • Posso passare senza appuntamento?

    Il nostro protocollo di sicurezza prevede accessi regolamentati ed individuali su appuntamento. Ti consigliamo quindi di chiamarci per fissare un appuntamento prima di venirci a trovare. 

  • Il controllo dell'udito in negozio è sicuro?

    Il controllo dell'udito verrà eseguito seguendo tutte le norme igieniche nel rispetto della tua salute e sarà esclusivo e personale, ci sarete solo tu e il tuo audioprotesista Acustica Bolognese.

    Inoltre i nostri professionisti sono dotati di dispositivi di protezione individuale e tutti i nostri ambienti e strumenti sono igienizzati scrupolosamente ogni giorno.

  • Cosa posso fare se il dispositivo ha un problema?

    Contatta la tua filiale di fiducia o il numero verde gratuito 800 597655 per ricevere assistenza e concordare un appuntamento, se necessario.

  • Se mi trovo in zona rossa posso venire in negozio?

    Sì. A prescindere dal colore della zona in cui ti trovi, puoi continuare a muoverti per «comprovate esigenze lavorative, di necessità o salute». I centri acustici rientrano tra gli esercizi di prima necessità, pertanto puoi continuare a venirci a trovare. Se hai bisogno dell'autocertificazione scaricala comodamente qui.
     

     

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Arte e deficit uditivo: Leonardo Da Vinci e la concezione del sordomutismo


Di Leonardo Da Vinci, il genio fiorentino che ha segnato la storia dell’arte italiana (e non solo) abbiamo sentito parlare tutti.
Ciò che molti non sanno, tuttavia, è che accanto alla pittura, all’architettura, all’ingegneria, alla meccanica, alla matematica, alle scienze naturali e all’astronomia, Da Vinci si interessò anche a un disturbo particolare: il sordomutismo.

Un interesse che nacque dalla conoscenza del filosofo pavese Girolamo Cardano, il quale si espresse più volte a favore dell’insegnamento ai sordomuti, tanto da definire “criminale” chi lo impediva.

Non mancavano poi anche i pittori sordomuti, con i quali Da Vinci ebbe rapporti diretti: un insieme di spunti, riflessioni e stimoli che condussero il genio fiorentino a scrivere del sordomutismo all’interno del “Trattato della pittura”. Sebbene i pregiudizi - inevitabili nel mileu culturale del Rinascimento - non mancassero anche nelle sue riflessioni, gli scritti che Da Vinci ci ha lasciato sul tema hanno il pregio di porsi come un’indagine scientifica sul fenomeno, molto prima che se ne occupassero la scienza e la medicina moderne. Leonardo Da Vinci paragona il sordo al cieco, definendoli entrambi “esseri incompleti” perché privi di uno dei cinque sensi “servi e ministri dell’anima”. Tuttavia, Da Vinci fa una distinzione tra sordità e cecità, ponendo – per così dire – il sordo su un livello superiore rispetto al cieco. A parere di Leonardo Da Vinci, infatti, la vista è la regina dei sensi, sicché è meglio perdere l’udito e adattarsi alla mancanza della parola piuttosto di non vedere le bellezze dell’universo: “chi perde il vedere perde la bellezza del mondo a differenza del sordo il quale perde il suono fatto da moto dell’aria percossa, che è minima cosa nel mondo”.

Un pensiero che oggi non esitiamo a classificare come arcaico ma che riflette l’isolamento e l’esclusione di cui spesso sono soggette le persone sorde e sordomute. A questo proposito, Da Vinci differenzia la sordità “colpita”, ossia quella che interessa l’individuo durante la crescita o l’età adulta e quella “non colpita”, cioè quella che occorre alla nascita. In quest’ultimo caso, il soggetto nato sordo è anche muto perché non ha mai avuto alcuna esperienza del linguaggio. Per contro, la sua capacità visiva è altamente sviluppata, tanto che ai soggetti sordomuti è possibile insegnare a comprendere un interlocutore attraverso la lettura del labiale. Nel “Trattato della pittura”, Leonardo Da Vinci definisce il sordomuto “interprete dei movimenti e modello di espressione”. In che senso? Perché una raffigurazione sia degna di essere definita tale, il pittore deve creare figure che siano in grado di esprimere sentimenti, proprio come una persona muta che, vedendo due persone discutere, pur non comprendendo ciò che si dicono l’un l’altro, capisce il motivo della disputa da altri segni, come gesti, espressioni del viso, postura. Lo studio dei gesti dei sordomuti è dunque molto importante per il pittore, perché essi sono “i maestri dei movimenti e intendono da lontano di quel che uno parla, quando egli accomoda i moti delle mani con le parole”.


Leonardo si appassionò quindi molto allo studio del comportamento e della gestualità dei sordomuti, che diventò per lui un modello – anche da raccomandare – per la pittura. Anche rispetto allo studio della lingua dei sordi Leonardo Da Vinci rappresentò una figura importante, in quanto, come abbiamo visto, fu un antesignano dell’interpretazione della gestualità delle persone affette da sordomutismo. E, benché il suo interesse nascesse semplicemente dalla curiosità, in realtà – come sappiamo – è proprio in questo modo che si fa scienza. Ed è stata proprio la curiosità di Leonardo Da Vinci che ha dato impulso allo sviluppo delle ricerche sul sordomutismo.

Vedere le voci: la Vergine delle Rocce

Il dipinto “La Vergine delle Rocce” risale al 1486, durante il periodo milanese di Leonardo Da Vinci. Realizzato in collaborazione con i fratelli de Predis, tra i quali c’era anche il miniaturista sordo Cristoforo, il quadro secondo molti studiosi è firmato con la lingua dei segni. La mano sinistra della vergine compone infatti la “L” di Leonardo, la mano destra dell’Arcangelo Uriel forma una “D” di Da e, infine, quella del Bambino segna la “V” di Vinci. I personaggi raffigurati nella scena, inoltre, comunicano molto anche con la postura del corpo, delle mani e con le espressioni del viso, a creare una vera e propria narrazione che ha reso questo dipinto unico al mondo.

Fonte: https://www.artonweb.it/


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L'ipoacusia nei più piccoli: quando fumetti e giochi insegnano l'inclusione


Festa di strada lego
Riconoscere e accettare una disabilità è spesso difficile, se si è dei bambini lo è forse ancora di più. Sentirsi “diversi” dai propri coetanei rende tutto un po’ più complicato. Ma se questa diversità diventasse unicità? Se si trasformasse in un input per creare nuovi modelli? Dev’essere stato questo il pensiero di Christine D’Allesandro, una mamma americana che di fronte all’ennesimo rifiuto del figlio di 4 anni ad indossare il suo apparecchio acustico ha pensato di scrivere nientemeno che agli editori Marvel. La richiesta? Creare un personaggio che avesse una protesi acustica, proprio come il figlio. Vedere un supereroe indossare un apparecchio avrebbe infatti convinto il piccolo Anthony a fare lo stesso e reso la sua disabilità un vero e proprio super potere. La risposta di Marvel non ha tardato ad arrivare: nasce così Blue Ear. A quel punto però, perché non affiancargli anche un personaggio femminile? Ecco allora Sapheara, una supereroina con un impianto cocleare.
Bambino vestito da supereroe Blue Era
Un altro bel esempio di sensibilità verso questo tema lo ha dato anche Lego. L’azienda danese conosciuta per i suoi intramontabili mattoncini ha proposto una nuova mini-figure: una ragazza con un apparecchio acustico esterno. Cosa fa di speciale? Nulla, vive le esperienze come e con gli altri: va in bici, partecipa ad una festa di piazza e prende il tram. Esattamente come dovrebbe fare ogni bambino o bambina che manifesta ipoacusia.

#ipoacusia , #inclusione, #uditobambino

Covid-19 e problemi uditivi, un doppio isolamento


Ci sono persone - ben 7 milioni in Italia - che durante il lockdown hanno vissuto un doppio isolamento, sono le persone che soffrono di problemi di udito.
Delle difficoltà di comprensione e comunicazione dovute all’uso delle mascherine protettive ne abbiamo già parlato in questo articolo; quello che vorremmo evidenziare oggi, invece, è l’isolamento acustico che il 12,1% della popolazione italiana ha vissuto e sta vivendo tutt’oggi.

Secondo Anifa*, soprattutto nei primi mesi di chiusura, quasi nessun over65 si è rivolto a centri acustici e audioprotesici per fare accertamenti, prove o per iniziare percorsi riabilitativi. Questo atteggiamento ha probabilmente aumentato l’allontanamento dagli affetti famigliari generando forte sensazione di tristezza, inadeguatezza e depressione. Inoltre, la paura di uscire o di chiedere un supporto potrebbe aver aggravato molte patologie o potrebbe aver fatto insorgere sindromi correlate, come quelle che coinvolgono la sfera psicologica. 

Per evitare il protrarsi di tali situazioni, in tutti i nostri studi abbiamo adottato protocolli rigorosi garantendo così ai pazienti visite e consulti in totale sicurezza. Sempre attivo poi il nostro servizio di supporto domiciliare. 

*Associazione nazionale italiana degli importatori e produttori di apparecchi acustici

Fonte: confindustriadm.it  

 


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Nuova collaborazione con Succede solo a Bologna


Da quest'anno Acustica Bolognese sarà a fianco dell' Associazione Succede solo a Bologna per sostenere le loro iniziative e per creare nuove attività congiunte.

Per rinnovare sempre di più il nostro legame con il territorio abbiamo voluto stringere questa nuova collaborazione con l’associazione a supporto a progetti e attività ma anche sconti dedicati ai loro associati. Siamo felici di ufficializzare l’ultima collaborazione arrivata in casa Acustica Bolognese, quella con l’associazione Succede Solo a Bologna. Nata nel 2011, questa associazione ha come obiettivo quello di trasmettere l’amore per la città di Bologna e per la sua provincia in diverse forme e con diverse attività. Coinvolgimento, inclusione e rispetto le loro parole d’ordine, valori senza dubbio condivisi dalla nostra azienda e da tutto il nostro staff. Durante questa collaborazione supporteremo l’associazione in diversi progetti e lavoreremo per crearne di nuovi. Otre a questo, abbiamo voluto dare il nostro personale benvenuto a tutti gli associati offrendo loro uno sconto del 15%.

Per maggiori informazioni chiama il numero verde gratuito 800597655


Scopri tutte le loro attività!


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Studi Audioprotesici per il Benessere Uditivo

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