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L'ipoacusia nei più piccoli: quando fumetti e giochi insegnano l'inclusione


Festa di strada lego
Riconoscere e accettare una disabilità è spesso difficile, se si è dei bambini lo è forse ancora di più. Sentirsi “diversi” dai propri coetanei rende tutto un po’ più complicato. Ma se questa diversità diventasse unicità? Se si trasformasse in un input per creare nuovi modelli? Dev’essere stato questo il pensiero di Christine D’Allesandro, una mamma americana che di fronte all’ennesimo rifiuto del figlio di 4 anni ad indossare il suo apparecchio acustico ha pensato di scrivere nientemeno che agli editori Marvel. La richiesta? Creare un personaggio che avesse una protesi acustica, proprio come il figlio. Vedere un supereroe indossare un apparecchio avrebbe infatti convinto il piccolo Anthony a fare lo stesso e reso la sua disabilità un vero e proprio super potere. La risposta di Marvel non ha tardato ad arrivare: nasce così Blue Ear. A quel punto però, perché non affiancargli anche un personaggio femminile? Ecco allora Sapheara, una supereroina con un impianto cocleare.
Bambino vestito da supereroe Blue Era
Un altro bel esempio di sensibilità verso questo tema lo ha dato anche Lego. L’azienda danese conosciuta per i suoi intramontabili mattoncini ha proposto una nuova mini-figure: una ragazza con un apparecchio acustico esterno. Cosa fa di speciale? Nulla, vive le esperienze come e con gli altri: va in bici, partecipa ad una festa di piazza e prende il tram. Esattamente come dovrebbe fare ogni bambino o bambina che manifesta ipoacusia.

#ipoacusia , #inclusione, #uditobambino

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